giovedì 12 gennaio 2017

5 siti illuminanti che ogni investitore dovrebbe conoscere




Quali sono i migliori siti internet e stock screener per reperire informazioni riguardo qualsiasi titolo azionario? In questo articolo voglio riportare una lista di quelli che a mio parere sono le migliori piattaforme per gli investitori, sul quale quest'ultimi possono trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno per effettuare un investimento di successo (che sia esso di analisi tecnica o fondamentale). Spesso si dice che in borsa non si scambiano solo azioni, ma anche informazioni: esse sono una merce preziosa almeno quanto gli stessi titoli finanziari. Le informazioni, per quanto immateriali, sono ciò che fanno muovere il mercato dei capitali. Poiché dobbiamo rigettare l'idea di investire "a lume di naso", la disponibilità di informazioni diventa l'elemento più decisivo per riuscire ad effettuare una buona allocazione del nostro capitale. Il successo di un investimento è direttamente proporzionale alla disponibilità di informazioni, le quali permettono un'analisi attenta, ragionata e particolareggiata.
Nel libro L'Arte della Guerra, Sun Tzu affermava che ogni battaglia è già vinta in partenza; allo stesso modo, il successo o la disfatta di ogni investimento può già essere determinato prima ancora di effettuarlo. Questo è un potente invito a non lasciare nulla al caso. E per non lasciare nulla al caso l'unica soluzione è un'analisi profonda di tutte le informazioni, senza le quali tutto il resto è solo una mera speculazione vuota e istintiva.
Ecco i migliori siti per reperire tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per un investimento di successo e per trovare le azioni più interessanti:


1) FINVIZ.com
Finviz.com è considerato il miglior Stock Screener in assoluto, per quanto sia limitato al solo mercato azionario americano. Per chi non lo sapesse, uno Stock Screener è una piattaforma online che permette di identificare tutti i titoli azionari che corrispondono ai criteri scelti dall'utente; esso è uno strumento potente che permette di distinguere "i diamanti dagli zirconi" e identificare tutti i titoli meritevoli della nostra attenzione. Finviz non solo è un perfetto stock screener sia per l'analisi tecnica che fondamentale, ma è anche un'eccezionale fonte di informazioni su qualsiasi titolo americano; inoltre permette di aprire un collegamento con le pagine di Google Finance sui rendiconti finanziari. Il che ci porta al prossimo sito della lista.

2) Google Finance
Google Finance è anch'esso un discreto stock screener, ma in realtà non è questa funzionalità ciò che ammiro della piattaforma Google. Google Finance è perfetto per l'analisi dei rendiconti finanziari (conto economico, bilancio e flusso di cassa). Fornisce i rendiconti degli ultimi quattro anni e degli ultimi quattro/cinque quarti di anno, corredati da un grafico estremamente utile per farsi una buona idea dei risultati aziendali. Per "accedere" a questa funzionalità è necessario inserire sulla barra delle ricerche il nome dell'azienda che vi interessa e, una volta che siamo sulla pagina, cliccare sulla voce "Financials" del menù a sinistra. Purtroppo questa funzionalità non funziona per le aziende italiane: ciò ci porta al terzo punto di quest'articolo.

Penso che quello di FINECO sia in assoluto il miglior stock screener disponibile per le aziende italiane, anche se non si limita solo a quest'ultime. Permette un'analisi sia fondamentale che tecnica. Tuttavia, a meno che non siamo registrati sulla loro piattaforma, abbiamo bisogno di un'altro sito per effettuare un'analisi più approfondita sui valori dell'azienda, che vada oltre la sola identificazione dei titoli corrispondenti a certi criteri. Per fare ciò è utile il prossimo sito della lista.

4) Financial Times Markets
La sezione Markets del sito Financial Times è ottima per analizzare i rendiconti finanziari di qualsiasi azienda quotata in qualsiasi parte del mondo, Italia compresa. Inoltre è anche un buon stock screener.

5) Gurufocus.com
Gurufocus è in assoluto la più grande fonte di informazioni sulle aziende quotate. Su questa piattaforma potete trovare qualsiasi informazione di qualsiasi tipo: valori dei rendiconti finanziari degli ultimi dieci anni, grafici sulla performance fondamentale dell'azienda, valutazioni su forza finanziaria e redditività, previsioni, tutti i valori dell'analisi fondamentale dell'ultima decade e oltre, moltissimi articoli utili riguardo l'analisi fondamentale. Purtroppo è gratuita solo per i titoli quotati sul mercato americano.

Altre ottime fonti di informazioni sono Amigobulls.com (ottimo soprattutto per i grafici di analisi fondamentale dei titoli americani), Yahoo Finance, Reuters Stock Screener (permette di trovare i titoli corrispondenti ad una specifica strategia d'investimento, funzionalità che condivide con Financial Times Markets), Investopedia (eccezionale enciclopedia su temi finanziari e d'investimento). Investing.com, StockCharts.com.



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domenica 8 gennaio 2017

Le 4 regole per guadagnare con i dividendi



Molte persone investono in azioni di aziende che pagano sostanziosi dividendi con l'obbiettivo di ottenere un rendimento costante, fisso e regolare, e avere l'opportunità di reinvestire gli utili ottenuti. La maggior parte degli investitori orientati sui dividendi si concentra puramente sull'acquisto di titoli che pagano alte cedole fisse; tuttavia i guadagni più grandi si possono ottenere da azioni di aziende che nel corso del tempo, anno dopo anno, aumentano l'entità dei dividendi. Immaginiamo un'azienda X acquistabile a 100$ per azione che al momento dell'acquisto paga una cedola annua di 5$ (corrispondenti al 5% dell'investimento iniziale). Per 10 anni consecutivi l'azienda X accresce il dividendo ad un tasso del 20% annuo: al decimo anno il dividendo sarà pari a 31 dollari per azione, ovvero ben il 31% dell'investimento iniziale. Insomma, possiamo ritrovarci con un dividendo che cresce di anno in anno, e se il primo anno ottengo un dividendo pari al 3% del capitale investito, l'anno successivo posso ottenere il 4% o più, con un dividendo che si espande in modo costante.
In questo articolo voglio proporre una serie di regole al quale ogni investitore orientato ai dividendi dovrebbe attenersi.

1) Qualità;
Un dividendo molto alto può essere attraente, ma non è l'unica cosa che bisogna considerare. Un investitore di lungo periodo deve assicurarsi che l'azienda sia in grado di mantenere l'entità del dividendo; in altre parole il dividendo deve essere sostenibile. L'azienda deve essere ben consolidata, affermata, finanziariamente stabile e matura. Per un cassettista è spesso necessario selezionare investimenti che offrono più stabilità, anche a costo di dover sacrificare un maggior guadagno a breve termine. Un valore a cui ogni investitore dovrebbe fare attenzione è il Pay-out Ratio, che è il rapporto tra dividendi distribuiti e utile netto totale (un pay-out ratio del 60% indica che l'azienda in questione distribuisce il 60% dei propri utili come dividendi). Un pay-out ratio eccessivamente alto può non essere sostenibile sul lungo periodo, in quanto basta una piccola riduzione dell'utile netto totale per determinare una riduzione del dividendo; insomma alla prima crisi o recessione, o per qualsiasi altro problema che può ragionevolmente presentarsi, l'investitore vedrà ridursi la propria cedola.
I titoli con alti dividendi e bassi pay-out ratio hanno overperformato quelle con alti dividendi e alti pay-out ratio dell' 8,2% annuo dal 1990 al 2006.
Nel grafico sottostante possiamo vedere come le aziende che pagano alti dividendi e al tempo stesso mantengono un pay-out ratio basso (in rosa), sono in grado di overperformare consistentemente il mercato (in grigio lo S&P 500).















E' necessario concentrarsi su aziende di alta qualità, che hanno dimostrato una lunga storia di stabilità, crescita e redditività. Il consiglio è quello di investire solo in aziende che hanno pagato i dividendi ogni anno negli ultimi 25 anni senza una singola riduzione.
I titoli azionari che hanno una lunga storia di crescita costante dei dividendi (negli ultimi 25 anni o più) sono chiamati Dividend Aristocrats (dividendi aristocratici, o aristocratici dei dividendi) e hanno storicamente overperformato lo S&P 500 del 2,8% annuo:













2) Prezzo scontato;
Nel Value Investing (vedi Il mio approccio al Value Investing) il Dividend Yield (rendimento dei dividendi espresso in percentuale; ad esempio un dividend yield del 5% significa che la cedola corrisponde al 5% del prezzo d'acquisto del titolo) è uno dei valori più importanti a cui guardare per capire se il prezzo di un titolo è basso, sottovalutato e quindi scontato rispetto al valore intrinseco. Un alto Dividend Yield è quindi indice di un buon affare (a patto che l'azienda sia comunque di qualità). E' meglio che il Dividend Yield sia alto grazie ad una momentanea sottovalutazione del titolo piuttosto che a causa di un alto e insostenibile Pay-out Ratio.
Bisogna assolutamente evitare i titoli azionari che mostrano un rapporto Prezzo/Utili estremamente alto, in quanto è segno sopravvalutazione; le aziende con un basso rapporto Prezzo/Utili hanno overperformato le aziende con un alto rapporto Prezzo/Utili del 9,02% annuo dal 1975 al 2010.
Nel grafico sottostante possiamo vedere come le aziende che pagano alti dividendi (in verde acqua e arancione le aziende che pagano i dividendi più alti) hanno overperformato le aziende che pagano bassi dividendi (in blu e rosso le aziende che pagano i dividendi più bassi) dell'1,76% annuo dal 1928 al 2013:

Fonte: Kenneth R. French (marchio registrato) and CRSP.















3) Crescita;
E' necessario investire nelle aziende che hanno una storia di crescita solida e costante (in termini di utile e fatturato). Se un'azienda ha mantenuto un alto tasso di crescita per molti anni di seguito, molto probabilmente continuerà a fare lo stesso in futuro. I titoli azionari caratterizzati da una costante crescita dei dividendi sul lungo periodo hanno overperformato le aziende con dividendi invariati del 2,4% annuo dal 1972 al 2013; nel seguente grafico sono mostrate in viola le aziende i cui dividendi crescono costantemente sul lungo periodo, in blu le aziende che lasciano i dividendi invariati e in verde le aziende che non pagano dividendi:

Fonte: SureDividend
















Un consiglio è quello di vendere le azioni che riducono o eliminano i dividendi: tali titoli hanno mediamente generato un rendimento dello 0% dal 1972 al 2013.
E' importante valutare il potenziale di crescita dell'azienda, la sua condizione finanziaria e redditività, la sua capacità di continuare ad espandersi e accrescere i dividendi; non acquistiamo azioni solo perché il dividendo è alto.

4) Volatilità;
Cerca aziende in cui solitamente le persone investono durante periodi negativi: la quotazione di tali aziende è solitamente più stabile e meno soggetta a variazioni eccessive. E' preferibile investire in titoli azionari che dimostrano bassa volatilità e un basso Beta.
L'indice S&P composto solo da titoli azionari estremamente poco volatili (lo S&P Low Volatility Index) ha overperformato lo S&P 500 del 2% annuo dal 1990 al 2011:


















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mercoledì 4 gennaio 2017

15 suggerimenti dal padre del Growth Investing



In passato Warren Buffett ha più volte affermato che la sua strategia d'investimento è "85% Benjamin Graham, 15% Philip Fisher". In realtà oggi la strategia di Buffett è molto più incentrata su Philip Fisher che su Graham. Ma chi è Philip Fisher? Philip Fisher è il padre e pioniere del Growth Investing (vedi Cos'è il Growth Investing), forte sostenitore della necessità di approcciare l'investimento in azioni con un'approfondita analisi quantitativa e qualitativa dei valori fondamentali delle aziende quotate. Nel suo libro "Common Stock and Uncommon Profit", Fisher espone una serie di 15 domande fondamentali che ogni investitore si dovrebbe porre per valutare le aziende nel quale vuole investire. L'obbiettivo di tali domande è garantire che l'azienda presa in considerazione è una di altissima qualità, con eccellenti caratteristiche economiche e con ottime prospettive di crescita sul lungo periodo. Vediamo quali sono questi 15 principi fondamentali sotto forma di domande:

1) L'azienda dispone di prodotti o servizi con sufficiente potenziale di mercato da rendere possibile un aumento delle vendite per almeno diversi anni?
E' importante considerare solo le aziende i cui prodotti o servizi hanno un alto potenziale di mercato, evitando assolutamente prodotti di moda passeggeri o crescita occasionale. Per accertarsi di ciò, Fisher suggerisce di concentrarsi sulle aziende che mostrano un trend di crescita del fatturato storicamente positivo, consistente, costante e continuo. Le aziende competitivamente avvantaggiate, leader del settore, con prodotti che non diventano mai obsoleti e capacità di mantenere la sua posizione competitiva, sono l'ideale per Fisher.

2) Il management ha la determinazione di continuare a sviluppare prodotti o processi che aumenteranno il potenziale di vendita totale quando saranno state completamente sfruttate le potenzialità dei prodotti attuali?
Philip Fisher adora le aziende orientate alla crescita e all'espansione; non è raro incontrare casi di compagnie che sono morte a causa della loro incapacità di evolversi. Pertanto è importante concentrarsi sulle aziende che si impegnano e investono nello sviluppo di nuovi prodotti o servizi, nell'espansione geografica o di settore. Inoltre, il padre del Growth Investing adora le aziende che trattengono e reinvestono gli utili nella crescita e nello sviluppo, piuttosto di distribuirli come dividendi.

3) Quanto sono efficaci gli investimenti in ricerca e sviluppo in relazione alla grandezza dell'azienda?
L'azienda sta spendendo troppo o troppo poco in relazione alla sua grandezza? Il modo migliore per valutare ciò è confrontando l'azienda presa in considerazione con la concorrenza; ad esempio consideriamo un'azienda X con 100 milioni di fatturato che spende 20 milioni in ricerca e sviluppo, e un'azienda Y con 30 milioni di fatturato che spende 10 milioni in ricerca e sviluppo. In termini assoluti l'azienda X spende di più, ma in realtà in proporzione al fatturato è l'azienda Y la più spendacciona.
Un valore fondamentale per Philip Fisher è il Return on Invested Capital (ROIC o ROI); Fisher preferisce le aziende che mostrano un ritorno sul capitale investito costantemente superiore alla concorrenza e alla media del settore. Ciò garantisce l'ottima capacità dell'azienda di investire il capitale in modo redditizio ed efficace.

4) L'azienda ha un'organizzazione di vendita superiore?
Philip Fisher si concentra sulle aziende che possiedono un forte sistema di marketing, distribuzione e pubblicizzazione. Inoltre la soddisfazione del cliente è fondamentale.

5) L'azienda ha un margine di profitto valido e interessante?
Philip Fisher suggerisce le aziende che mostrano margini di profitto alti, superiori alla concorrenza e alla media del settore; ciò è indice di vantaggi competitivi.

6) Cosa sta facendo l'azienda per mantenere o accrescere il margine di profitto?
Il padre del Growth Investing preferisce le aziende che hanno storicamente dimostrato di saper mantenere stabile e costante il margine di profitto, evitando assolutamente quelle che mostrano margini ampiamente fluttuanti di anno in anno. Inoltre un margine di profitto in crescita leggera ma costante di anno in anno, è indice di un'ottima capacità dell'azienda nella gestione dei costi e delle spese.

NIKE INC (nel grafico sottostante) è un esempio di margine di profitto storicamente alto, stabile e costante, senza fluttuazioni eccessive.













7) L'azienda ha eccezionali relazioni con il personale e gli impiegati?
Fisher intende che dei buoni rapporti tra il personale sono di fondamentale importanza; inoltre Fisher preferisce le aziende che possono vantare degli ottimi rapporti non solo con i lavoratori, ma anche e soprattutto con i clienti e consumatori.

8) L'azienda può vantare eccezionali rapporti tra i dirigenti?
E' importante accertarsi che il management e i direttori non stiano operando esclusivamente nel loro interesse.

9) L'azienda è in grado di sopravvivere senza fare affidamento esclusivamente su un direttore brillante?

10) Quanto sono buone le analisi dei costi e della contabilità aziendale?

11) Ci sono altri aspetti del business, peculiari del settore in questione, che danno all'investitore indizi importanti su quanto eccezionale può essere rispetto alla concorrenza?
Questo punto implica una conoscenza più approfondita del settore in questione, ma la cosa importante è identificare degli aspetti dell'azienda che possono avvantaggiarla rispetto alla concorrenza.

12) L'azienda ha una visione a breve termine o a lungo termine riguardo ai profitti?
Philip Fisher preferisce le aziende orientate al lungo termine, a costo di dover sacrificare dei guadagni a breve termine.

13) L'azienda è in grado di crescere senza dover immettere sul mercato nuove azioni?
Immettere nuove azioni sul mercato per aumentare il capitale dell'azienda implica svantaggi per gli azionisti, che in questo modo vedono diluire la loro partecipazione azionaria e il valore intrinseco delle loro azioni.

14) Il management è parla apertamente con gli investitori anche riguardo a problemi e avvenimenti negativi?

15) Il management è onesto?



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Questi sono gli estratti più significativi delle lettere di Warren Buffet - Parte 1

Quanto devi risparmiare ogni mese per avere 1 milione alla pensione.

lunedì 2 gennaio 2017

Quanto devi risparmiare ogni mese per avere 1 milione alla pensione

Ritirarsi in pensione da milionari è un'ambizione a cui potenzialmente tutti aspirano. Ma è possibile ambire a ciò con uno stipendio normale e senza esporre il proprio denaro a investimenti eccessivamente rischiosi? In base al principio dell'interesse composto è possibile. Con interesse composto definiamo la capacità degli interessi di generare altri interessi (i quali generano altri interessi, che generano altri interessi, e così all'infinito, o almeno fin quando non decidi di ritirare i tuoi soldi). Quando l'interesse non viene riscosso, viene aggiunto al capitale che lo ha prodotto, generando ulteriori interessi.
Immaginiamo di essere un ventenne che ha davanti 45 anni (540 mesi) di lavoro prima della pensione; quanto dovrà risparmiare ogni mese e a che tasso di rendimento dovrà esporre il proprio denaro risparmiato per arrivare a 65 anni con 1 milione in tasca?
Ebbene prendiamo la nostra calcolatrice finanziaria e facciamo i calcoli; nella seguente tabella mostro a quanto ammonterebbe il capitale alla fine dei 45 anni se ogni mese si risparmiassero 300, 400, 500 o 600 Euro esposti a rendimenti del 4, 5, 6 o 7% annuo.


Risparmiando 300€ al mese per 45 anni
Risparmiando 400€ al mese per 45 anni
Risparmiando 500€ al mese per 45 anni
Risparmiando 600€ al mese per 45 anni
Con un rendimento del 4% annuo 

454.000 €

605.886 €

757.358 €

908.830 €
Con un rendimento del 5% annuo

609.469 €

812.629 €

1.015.783 €

1.218.939 €
Con un rendimento del 6% annuo

827.574 €

1.103.432 €

1.379.290 €

1.655.149 €
Con un rendimento del 7% annuo

1.136.268 €

1.515.024 €

1.893.780 €

2.272.536 €

Ovviamente questa tabella non tiene conto di tasse e commissioni, ma in se è impressionante!



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Questi sono gli estratti più significativi delle lettere di Warren Buffett - Parte 2


By Theworldbestever
Questa è la continuazione dell'articolo Questi sono gli estratti più significativi delle lettere di Warren Buffett - Parte 1.
Ogni anno da oltre quarant'anni, Warren Buffett scrive una lettera indirizzata a tutti gli azionisti della sua azienda, nel quale descrive la sua strategia d'investimento e il suo modo di vedere i mercati finanziari. Poiché Buffett non ha mai scritto libri di suo pugno, queste lettere costituiscono l'unica testimonianza scritta direttamente da lui riguardo agli investimenti. Queste preziose lettere sono considerate dei veri e propri saggi di illuminismo finanziario, attraverso il quale possono essere comprese le idee, i principi e le tecniche che stanno alla base della strategia d'investimento di Warren Buffett. In questo articolo voglio riportare gli estratti più significativi (selezionati da me personalmente, tradotti, adattati e divisi per argomenti) di queste lettere.

Riguardo le azioni, gli utili e le acquisizioni
> Noi non proviamo mai ad anticipare l'arrivo o la fine di un rialzo o ribasso del mercato. Noi semplicemente cerchiamo di avere paura quando gli altri sono avidi, e avidi quando gli altri sono spaventati. (Abbi paura quando gli altri sono avidi, sii avido quando gli altri hanno paura).

> La quotazione non può overperformare il business all'infinito.

> Gli utili dovrebbero essere trattenuti solo quando c'è una ragionevole prospettiva (sostenuta preferibilmente da evidenze storiche o un'attenta analisi del futuro) che per ogni dollaro trattenuto, almeno un dollaro di maggior valore di mercato sarà creato per gli azionisti; questo accade solo quando il capitale trattenuto produce utili incrementali (a dei tassi di ritorno sull'investimento) uguali o superiori a quelli generalmente disponibili agli investitori.

> Dovreste desiderare che gli utili siano trattenuti per essere reinvestiti se ci si aspetta che possano generare alti ritorni, e dovreste desiderare che siano distribuiti se essi genereranno bassi ritorni sull'investimento.

> Durante un periodo caratterizzato da forte inflazione, un'azienda che possiede un core business con eccellenti caratteristiche economiche può impiegare piccole quantità di capitale incrementale in tale core business a dei tassi di ritorno molto alti. In questo modo viene generata una grande quantità di liquidità. Se l'azienda impiega la maggior parte di questo denaro in altri business che rendono bassi ritorni sull'investimento, il tasso di ritorno (sul capitale trattenuto) totale apparirà comunque eccellente grazie allo straordinario ritorno generato dalla porzione di utile trattenuto investito nel core business. In tali situazioni, per gli azionisti è di gran lunga meglio che gli utili siano trattenuti solo per espandere il business che genera gli alti tassi di ritorno, mentre il resto del denaro viene distribuito come dividendi o utilizzato per riacquistare azioni proprie.

> Il nostro obbiettivo è quello di acquisire acquisire porzioni o interi business che crediamo di comprendere, che hanno buone e sostenibili caratteristiche economiche e che sono gestite da dei managers che ci piacciono, ammiriamo e in cui crediamo.

> Le aziende in cui abbiamo i maggiori investimenti sono tutte impegnate in significativi riacquisti di azioni proprie quando grosse discrepanze si presentano tra prezzo e valore.

> I grossi riacquisti di azioni proprie ad un prezzo ben al di sotto del valore intrinseco per azione del business, immediatamente accresce (in modo significativo) tale valore intrinseco. L'altro beneficio del riacquisto di azioni proprie è meno soggetto a precise misurazioni ma assume molta importanza nel tempo. Facendo riacquisti di azioni proprie quando il prezzo è molto al di sotto del valore intrinseco, il management mostra chiaramente di impegnarsi in azioni che aumentano il benessere degli azionisti (piuttosto di azioni che espandono il dominio del management senza benefici per gli azionisti). Il management dimostra di essere orientato agli interessi degli azionisti.

> Per noi il valore degli utili trattenuti è determinato dall'uso a cui sono destinati e dal successivo livello di utile e guadagno generato da tale uso.

> Noi crediamo che gli investitori possono beneficiare dal concentrarsi sui loro "look-trough earnings" (ovvero tutti gli utili corrispondenti alla loro partecipazione azionaria). L'obbiettivo per ogni investitore dovrebbe essere quello di creare un portafoglio che possa fornire il più alto livello possibile di "look-trough earnings" tra una decade da adesso.

> Il test più importante nel valutare la performance economica del management è l'obbiettivo di alti tassi di guadagno sul capitale di Equity impiegato (senza debito).

>  Il valore intrinseco del nostro business eccede considerevolmente il book value (valore netto degli asset). Per due motivi principali:
   1) A causa dei principi standard della contabilità, che non includono nel calcolo del book value alcuni importanti valori.
   2) Soprattutto, noi abbiamo molti business che possiedono "economic goodwill" (che è includibile nel valore intrinseco) molto maggiore rispetto all' "accounting goodwill" riportabile nel bilancio e nel book value.

> Per "economic goodwill" si intendono diversi asset intangibili non riportati nel bilancio, che sono tuttavia in grado di generare utile; le fonti di tale economic goodwill sono: il brand e la forza del marchio; gli attributi del prodotto che rendono quest'ultimo attraente ai clienti più di qualsiasi altro prodotto; vantaggi competitivi di qualsiasi tipo.

> Prima lezione: un business logicamente vale molto di più dei soli asset tangibili netti se ci si aspetta di produrre utili su questi asset ad un tasso di ritorno considerevolmente in eccesso rispetto al tasso di ritorno medio del mercato. Il valore capitalizzato di questo eccesso di ritorno è l'economic goodwill. Immaginiamo un'azienda X che costantemente guadagna il 25% sugli asset tangibili netti (un tasso di ritorno molto in eccesso rispetto alla media) senza debito. Non è solo il valore dell'inventario o dei semplici asset tangibili a produrre tale premio sul tasso di ritorno. Piuttosto sarà una combinazione di asset intangibili (come il marchio o la reputazione con i consumatori basata su esperienze positive importanti). Tale reputazione crea dei vantaggi competitivi che consentono al valore del prodotto percepito dal consumatore, piuttosto che al semplice costo di produzione, di essere il principale fattore nel determinare il prezzo di vendita.

> E' necessario puntare sui prodotti il cui prezzo di vendita è determinato principalmente dal valore aggiunto percepito dai consumatori, piuttosto che dal semplice costo di produzione.

> tali vantaggi competitivi (i quali creano un monopolio/franchise dei consumatori) basati sulla reputazione sono la prima fonte di economic goodwill. Altre fonti di economic goodwill sono franchises governativi soggetti a regolamentazione dei profitti, e una durevole posizione come produttore low cost più a basso prezzo del settore.

> L'economic goodwill tende a crescere in valore nominale proporzionatamente all'inflazione.

>Le aziende il cui utile deriva esclusivamente dagli asset tangibili, sono molto svantaggiate in periodi soggetti ad alta inflazione rispetto alle aziende il cui utile deriva principalmente da asset intangibili. Qualsiasi business che ha bisogno di asset tangibili (es. impiantistica, equipaggiamento) per operare è ferito dall'inflazione. I business che richiedono poco in termini di asset tangibili semplicemente sono quelli che soffrono di meno. I business appesantiti da asset tangibili generalmente guadagnano bassi tassi di ritorno, in quanto hanno bisogno di impiegare il capitale in rinnovo e manutenzione di impiantistica ed equipaggiamento (capital expenditures) - beni che soffrono l'inflazione- sottraendo denaro che potrebbe essere usato per finanziare la crescita.

> L'investitore intelligente è disposto a pagare di più dei soli asset tangibili netti, se l'azienda possiede un grande valore in termini di economic goodwill, grazie al quale guadagna alti tassi di ritorno sull'equity.

> Il book value (valore degli asset tangibili netti) può essere differente dal valore intrinseco (sia in positivo che in negativo).

> La percentuale di variazione del book value è ragionevolmente simile alla percentuale di variazione del valore intrinseco (se il book value varia del 5%, il valore intrinseco varierà approssimativamente del 5%).

Leggi la prima parte dell'articolo sugli estratti più significativi delle lettere di Warren Buffett >>> PARTE 1



Questi sono gli estratti più significativi delle lettere di Warren Buffett - Parte 1



Ogni anno da oltre quarant'anni, Warren Buffett scrive una lettera indirizzata a tutti gli azionisti della sua azienda, nella quale descrive la sua strategia d'investimento e il suo modo di vedere i mercati finanziari. Poiché Buffett non ha mai scritto libri di suo pugno, queste lettere costituiscono l'unica testimonianza scritta direttamente da lui riguardo agli investimenti. Queste preziose lettere sono considerate dei veri e propri saggi di illuminismo finanziario, attraverso il quale possono essere comprese le idee, i principi e le tecniche che costituiscono la strategia d'investimento di Warren Buffett. In questo articolo voglio riportare gli estratti più significativi (selezionati personalmente da me, tradotti, adattati e divisi per argomenti) di queste lettere.

Riguardo alla finanza aziendale e agli investimenti
> La chiave per investire con successo è acquistare azioni di buoni business quando i prezzi di mercato sono molto scontati rispetto al valore intrinseco del business.

> Quando acquistiamo azioni di aziende quotate, noi consideriamo la transazione come se stessimo investendo in una attività privata. Guardiamo alle prospettive dell'azienda, le persone che l'amministrano e il prezzo che dobbiamo pagare. Vogliamo tenere le azioni indefinitamente, tanto a lungo quanto ci aspettiamo che l'azienda possa crescere in valore intrinseco ad un tasso soddisfacente. Vediamo noi stessi come analisti di business, non come analisti di mercato o analisti di strumenti finanziari. Il nostro approccio rende la speculazione finanziaria (fatta dagli altri) sui mercati utile, ma solo in quanto essa crea periodicamente delle ottime opportunità (per noi investitori di lungo periodo orientati ai fondamentali delle aziende).

> La metafora di Mr. Market descrive l'atteggiamento mentale che bisogna avere verso le fluttuazioni del mercato: "Immaginiamo che i prezzi di mercato provengano da un tipo molto accomodante, di nome mr. Market, che si trova ad essere il vostro socio in un'attività non quotata. Giorno dopo giorno, senza mai venir meno alla sua abitudine, mr. Market si presenta da voi fissando un prezzo a cui è disposto a rilevare la vostra quota oppure a vendervi la sua. Anche se l'affare di cui voi due siete proprietari potrà avere caratteristiche economiche stabili, le quotazioni di mr. Market stabili non lo saranno affatto. Triste a dirsi, infatti, il vostro povero socio soffre di incurabili problemi psicologici. A volte si sente euforico e riesce a vedere solo i fattori favorevoli che influenzano la vostra attività. Quando è in quello stato, il prezzo che offre è molto alto perché teme che voi gli strapperete la sua quota, derubandolo di guadagni imminenti. Altre volte è depresso e guardando nel futuro riesce a vedere solo guai per il vostro affare e per il mondo. In questi momenti fisserà dei prezzi molto bassi, terrorizzato dall'idea che voi siate sul punto di rifilargli la vostra quota. Mr. Market ha un'altra gradevole caratteristica: non se la prende se viene ignorato. Se la sua quotazione di oggi non è di vostro interesse, domani ve ne proporrà comunque una nuova. Ogni transazione è a vostra discrezione. Ed è chiaro che, a queste condizioni, quanto più il suo comportamento è maniaco-depressivo, tanto meglio è per voi."

> Quando possediamo porzioni di aziende eccezionali con un management eccezionale il nostro periodo di detenzione preferito è per sempre (come se possedessimo attività private).

> Il vero investitore accoglie la volatilità e le ampie fluttuazioni del mercato: più il mercato è maniaco-depressivo, maggiori sono le opportunità disponibili per l'investitore. Un mercato ampiamente fluttuante implica che dei prezzi irrazionalmente bassi possono essere periodicamente allegati a solide aziende.

> Non abbiamo bisogno di una quotazione giornaliera sulla nostra posizione del 100% su aziende come See's o H.H. Brown per convalidare il nostro benessere. Perché allora dovrei avere bisogno di una quotazione sulla nostra posizione del 7% in Coca-cola?

> Anche se il rischio non può essere calcolato con precisione ingegneristica, in alcuni casi esso può essere giudicato con un certo grado di accuratezza. I fattori primari in questa valutazione (del rischio di un investimento in un'azienda quotata) sono:
   1) La certezza con cui possono essere valutate le caratteristiche economiche a lungo termine di un business
   2) La certezza con cui il management può essere valutato, sia dalla sua abilità di realizzare il pieno potenziale del business, sia dalla sua capacità di impiegare saggiamente il flusso di cassa dell'azienda.
   3) La certezza con cui si può fare affidamento sul fatto che il management incanali i guadagni del business verso gli azionisti piuttosto che verso se stessi.
   4) Il prezzo d'acquisto del business.
   5) Il livello di tassazione e inflazione che sarà sperimentato e che determinerà il guadagno dell'investitore.

> Le aziende ampiamente affermate come leader di mercato (magari a livello mondiale), che possiedono quindi un monopolio dei consumatori (dominando di fatto il mercato), sono molto meno rischiose sul lungo periodo rispetto ad altre aziende meno affermate o che operano in settori in rapida evoluzione e cambiamento. La forza del loro brand (marchio, nome), gli attributi dei loro prodotti, e la forza del loro sistema di distribuzione da a queste aziende (es. CocaCola, Gillette) un enorme vantaggio competitivo che le protegge dalla concorrenza. L'azienda media, in contrasto, lotta giornalmente senza alcun tipo di protezione. Non investiamo nei (né tentiamo di capire i) settori e business in rapida evoluzione e cambiamento.

> Noi cerchiamo continuamente business grandi e affermati con caratteristiche economiche comprensibili, durature e appetitose, che sono gestite da un management abile e orientato agli interessi degli azionisti.

> Per prima cosa, proverei a valutare le caratteristiche economiche s lungo termine di ogni business; secondariamente valuterei la qualità delle persone che gestiscono tali business; infine proverei ad acquistare alcune delle migliori attività a un prezzo ragionevole.

> Noi veramente non vediamo molte differenze fondamentali tra l'acquisto di intere aziende controllate o attività private, e l'acquisto di porzioni di aziende quotate. In ognuno dei casi noi proviamo ad acquistare business con caratteristiche economiche a lungo termine favorevoli. Il nostro obbiettivo è trovare business eccezionali ad un prezzo ragionevole, non business mediocri ad un prezzo eccezionale.

> Occasionalmente il mercato azionario ci offre la possibilità di comprare porzioni di business straordinari a prezzi veramente ridicoli e drammaticamente al di sotto del prezzo che dovremmo pagare per ottenere il pieno controllo (100%) di un'attività o azienda privata.

> Noi selezioniamo le azioni di aziende quotate nello stesso modo in cui valutiamo un business per acquisirlo interamente. Noi vogliamo che il business sia uno a) che noi comprendiamo; b) con prospettive a lungo termine favorevoli; c) gestite da persone oneste e competenti; d) disponibili a prezzi molto attraenti.

> Il valore di qualsiasi azione, obbligazione o business oggi è determinato da tutti i flussi di cassa - scontati ad un appropriato tasso d'interesse - che ci si aspetta si verifichino durante la rimanente vita dell'asset.

> Il miglior business è quello che su un periodo i tempo esteso è in grado di impiegare grandi somme di capitale incrementale a tassi di ritorno molto alti.

> Se un business è complesso o soggetto a cambiamenti costanti noi non siamo in grado di prevedere i futuri flussi di cassa.

> Acquisire ad un prezzo ragionevole un business con eccellenti caratteristiche economiche e un management abile ed onesto. Dopodiché devi solo assicurarti che queste qualità vengano preservate.

> Studiando gli investimenti che abbiamo fatto, puoi vedere che noi preferiamo i business e i settori che difficilmente sperimentano grossi cambiamenti. Facendo qualsiasi tipo di acquisto, noi cerchiamo attività che ci danno la virtuale certezza di possedere un'enorme forza competitiva tra 10 o 20 anni da adesso. Un settore in rapido cambiamento può darci vittorie più grandi, ma ci preclude la certezza e la prevedibilità che cerchiamo.

> Le aziende con tale forza competitiva in settori che non sperimentano grossi cambiamenti (es. CocaCola, Gillette) possono essere chiamate "Le Inevitabili". Gli analisti sbaglieranno di poco le previsioni su precisamente quanti soft drink o rasoi queste aziende produrranno e venderanno in dieci o venti anni. Coca Cola e Gillette domineranno i loro settori per una vita d'investimento, e magari la loro dominanza si rafforzerà. Bisogna puntare sulle aziende che hanno espanso la loro fetta di mercato durante gli ultimi 10 anni, e tutti i segnali indicano che ripeterà la sua performance nella prossima decade. (Aziende che mostrano vantaggi competitivi insormontabili).

> Secondo noi, uno studente che studia gli investimenti ha bisogno solo di due corsi ben fatti: come valutare un business e come pensarla riguardo ai prezzi di mercato.

> Il tuo obbiettivo come investitore è semplicemente quello di acquistare ad un prezzo ragionevole una porzione di un business facilmente comprensibile di cui abbiamo la virtuale certezza che gli utili saranno materialmente più alti tra 5, 10 e 20 anni da adesso. Se non sei sicuro di tenere delle azioni per 10 anni, non pensare di tenerle nemmeno per 10 minuti. Crea un portafoglio di aziende i cui utili aggregati cresceranno negli anni, insieme al valore di mercato.

> E' meglio acquistare un'azienda meravigliosa ad un buon prezzo, piuttosto che una buona (discreta, mediocre) azienda ad un prezzo meraviglioso.

Continua a leggere gli estratti più significativi e utili delle lettere di Warren Buffett >>> PARTE 2



sabato 31 dicembre 2016

Come Peter Lynch ha realizzato il 30% annuo per 20 anni di seguito



Peter Lynch è un uomo d'affari e investitore americano. Come manager del fondo d'investimento Magellan tra il 1977 e il 1990, Lynch ha generato un rendimento pari al 29,9% medio annuo (quasi triplicando lo S&P 500). Grazie alle sue straordinarie performance come investitore, Peter Lynch è considerato una leggenda in campo finanziario. Pertanto, in questo articolo spiegherò le basi della sua strategia d'investimento, la stessa che gli ha permesso di ottenere un rendimento del 29,9% annuo per così tanti anni di seguito.
La strategia di Peter Lynch può essere identificata come GARP Investing, ovvero Growth at a Reasonable Price (Crescita ad un prezzo ragionevole). Tale strategia è una fusione tra Growth Investing (vedi Cos'è il Growth Investing) e Value Investing (vedi Guida completa al Value Investing). Colui che segue tale strategia si concentra sull'acquistare aziende il cui utile per azione (utile netto aziendale diviso per il numero totale di azioni circolanti, in modo da capire quanto utile netto corrisponde ad ogni azione) è cresciuto in passato ad un tasso superiore alla media e ci si aspetta che continuerà a fare lo stesso in futuro; tuttavia, a causa delle grandi aspettative che ci sono nei confronti di tali aziende, i prezzi delle azioni sono spesso eccessivamente alti e sopravvalutati, aggiungendo un importante fattore di rischio in questi titoli (non soddisfare le grandi aspettative può facilmente far crollare il titolo, inoltre un'eccessiva sopravvalutazione non può durare per sempre). Per questo motivo l'investitore che segue la strategia GARP, acquista solo quando il prezzo di tali azioni diventa ragionevole, ovvero equo o ancora meglio sottovalutato (magari a causa di un ribasso dei prezzi di mercato). Per comprendere se il titolo è sopravvalutato, equo o sottovalutato Peter Lynch usa (come nel Value Investing) il rapporto prezzo/utili e il PEG, di cui parleremo in avanti.
Da questa introduzione si può capire come l'intera strategia d'investimento di Peter Lynch si basa sugli utili delle aziende quotate prese in considerazione. Peter Lynch (come tutti gli investitori fondamentali di lungo periodo) è convinto che l'andamento della quotazione dipende ed è strettamente collegato all'andamento dell'utile per azione. Pertanto una crescita dell'utile per azione causa una crescita della quotazione. Nei grafici seguenti (basati sul lavoro di Peter Lynch ed estratti dal sito web Gurufocus.com) è molto visibile come l'andamento della quotazione (in verde) segue l'andamento dell'utile per azione (in blu l'utile per azione moltiplicato per un valore medio del rapporto prezzo/utili, ovvero 15):

Berkshire Hataway Inc
















Apple Inc
















Accenture Plc
















Peter Lynch classifica le aziende in base al tasso annuo di crescita dell'utile che le caratterizza:

- Le Slow Growers sono aziende generalmente molto grandi e mature per cui ci si aspetta che l'utile per azione possa crescere ad un tasso medio annuo di circa il 5%, o comunque poco più velocemente del PIL.

- Le Stalwarts sono aziende di media grandezza il cui utile per azione cresce ad un tasso annuo di circa il 10-12%.

- Le Fast Growers sono le preferite di Peter Lynch: esse sono aziende il cui utile per azione cresce ad un tasso annuo del 20-25%. Lynch suggerisce di metterne in portafoglio un paio, in quanto se scelte saggiamente possono moltiplicare per dieci, quaranta o anche duecento volte l'investimento iniziale. Queste aziende non devono per forza operare in un settore in forte espansione, ma possono anche operare in settori già maturi.

Utili futuri
Solitamente queste aziende si selezionano in base al tasso di crescita dell'utile che le ha caratterizzate in passato. Ma come fare a capire se l'utile per azione di queste aziende continuerà a crescere anche in futuro? La cosa migliore che si può fare per ovviare a questa mancanza è cercare di acquistare le azioni di tali aziende a prezzi equi, ragionevoli, soprattutto non sopravvalutati, in quanto se (ad esempio) l'utile dell'anno successivo non rispecchia le aspettative di crescita, la quotazione può facilmente crollare. Acquistando a prezzi equi, ovvero in linea con il reale valore attuale dell'azienda, possiamo essere abbastanza sicuri di non perdere soldi sul lungo periodo (se il valore attuale verrà mantenuto). Riguardo alla crescita futura nell'utile, è necessario affidarsi alle stime, alle previsioni, alle supposizioni e alle aspettative, soprattutto quelle degli analisti finanziari. Tuttavia, anche se non possiamo predire con certezza gli utili futuri, possiamo cercare di comprendere come l'azienda pianifica di accrescere l'utile. Ci sono cinque modi fondamentali per accrescere l'utile aziendale: ridurre i costi; aumentare i prezzi; espandersi in nuovi mercati (espansione geografica o di settore; sviluppo di nuovi prodotti, processi o servizi); vendere una maggior quantità di prodotti nei vecchi mercati; rivitalizzare, chiudere o disporre in modo alternativo di un'operazione in perdita.

Il rapporto prezzo/utili
Tale valore fondamentale mette in rapporto l'utile per azione e il prezzo delle azioni. Ad esempio, un rapporto prezzo/utili pari a 15, significa che il prezzo di un'azione corrisponde a 15 volte l'utile per azione. Per capire se un titolo azionario è sopravvalutato o sottovalutato è necessario considerare tale valore relazionandolo al settore di appartenenza, alla media storica o alla consuetudine. Generalmente un rapporto prezzo/utili pari a 15 è equo; un qualsiasi valore superiore a 15 è considerato segno di sopravvalutazione, e qualsiasi valore inferiore a 15 è segno di sottovalutazione. Un altro metodo può essere quello di considerarlo in relazione al settore di riferimento; consideriamo un'azienda X operante nel settore delle auto. L'azienda X ha un rapporto prezzo utili di 10, mentre il rapporto prezzo utili dell'intero settore automobilistico è 15: l'azienda X è sottovalutata rispetto al settore di riferimento.
Tuttavia, forse il modo migliore per valutare il rapporto prezzo utili è utilizzando la media storica dell'azienda che prendiamo in considerazione. Torniamo all'azienda X; dopo aver vagliato i dati storici, calcoliamo che negli ultimi dieci anni l'azienda X ha mantenuto un rapporto prezzo utili medio pari a 18; di conseguenza un valore inferiore a 18 sarà considerato sottovalutato, e un valore superiore a 18 sarà considerato sopravvalutato, mentre un rapporto prezzo utili pari a 18 (o leggermente differente) sarà considerato equo.
E' importante ricordarsi di non acquistare mai a valori eccessivamente sopravvalutati (magari superiori a 30).
Può essere calcolato anche il rapporto prezzo utili dell'intero mercato azionario; questo è un buon indicatore della sottovalutazione o sopravvalutazione del mercato. Solitamente un mercato eccessivamente sopravvalutato può generare un ribasso generalizzato.
Un altro strumento utile può essere quello di considerare il rapporto prezzo utili in relazione al tasso di crescita annuo dell'utile per azione. Consideriamo che l'azienda X mostra un rapporto prezzo utili pari a 12, mentre il tasso di crescita dell'utile per azione è pari al 17%: la quotazione è sottovalutata perché il rapporto prezzo utili è inferiore al tasso di crescita dell'utile. Se il rapporto prezzo utili dovrebbe salire oltre 17, la quotazione sarebbe sopravvalutata. Ne consegue che un investitore può essere disposto a pagare di più se il tasso di crescita dell'utile per azione è particolarmente attraente.


Variazione del rapporto prezzo/utili di Accenture Plc (la media storica è 17,46)
By Amigobulls.com















Altri numeri importanti

1) La posizione di cassa; Peter Lynch suggerisce le aziende che dimostrano un alto livello di liquidità netta per azione; il guru della finanza considera il Net Cash Per Share come un “bonus”. Ad esempio, ipotizziamo che il titolo azionario di un’azienda X è scambiato al prezzo di 25$ e la liquidità netta per azione è pari a 10$; il “bonus” di 10$ ad azione cambia tutto. Significa che non stai acquistando l’azienda X a 25$ ad azione, bensì la stai acquistando a 15$ ad azione (sottraendo 10$ di liquidità bonus dal prezzo del titolo si ottiene 15$). E supponendo che al prezzo di 25$ il rapporto Prezzo/Utili è pari a 12, al prezzo di 15$ il rapporto P/E è pari a 7,2! Questo rende l’acquisto molto più conveniente e di valore. Ipotizziamo invece, che un’azienda Y è scambiata per 40$ ad azione e la liquidità netta per azione è pari a soli 5$; 5$ non contano molto su 40$. Se il titolo scendesse a 15$ sarebbe un grande affare.

2) Il fattore debito; Peter Lynch preferisce le aziende con un basso rapporto Debt/Equity. Un valore pari o simile a 0,25 (ad esempio 75% Equity, 25% Debt) è normale; un rapporto simile o inferiore a 0,10 (ad esempio 90% Equity, 10% Debt) è eccezionale; un rapporto Debt/Equity pari o simile a 0,80 (ad esempio 80% Debt, 20% Equity) è segno di debolezza.

In generale la crescita della liquidità, come la diminuzione del debito a lungo termine, sono segni di prosperità. Quando la liquidità cresce insieme alla diminuzione del debito a lungo termine è un segno di prosperità; quando succede il contrario è un cattivo segno. Quando la liquidità eccede il debito a lungo termine è molto favorevole, il contrario è un cattivo segno.

3) Cash Flow (flusso di cassa); il Cash Flow è la quantità di denaro che un'azienda ricava dalle sue attività. Molte persone usano il Cash Flow per valutare un titolo azionario. Un titolo scambiato a 20$ che dimostra un Cash Flow Per Share pari a 2$ è la normalità; un titolo scambiato a 20$ con 4$ di Cash Flow Per Share è eccezionale; se trovi un titolo scambiato a 20$ con un Cash Flow per Share pari a 10$ è assolutamente fantastico. Tuttavia, anche se tutte le aziende ricavano denaro, alcune hanno bisogno di spendere più di altre per ottenerlo. Supponiamo che l'azienda Z opera nel campo della produzione e lavorazione del ferro ed ha un utile netto di 100 milioni di dollari; questo è ottimo, ma per avere questo guadagno ha dovuto investire 80 milioni in fornaci e manutenzione delle stesse. Significa che l'azienda Z deve spendere liquidità per generare liquidità, e quindi non andrà molto lontano. Tutte le spese ed investimenti che l'azienda deve affrontare per mantenere, espandere o migliorare le proprie attività, come ad esempio il rinnovo dell'impiantistica, sono chiamate Capital Expenditures. Peter Lynch preferisce le aziende che non dipendono dalle Capital Expenditures. Il Free Cash Flow è ciò che rimane del Cash Flow dopo aver sottratto le normali Capital Expenditures. Pertanto il Free Cash Flow sarà tanto più alto quanto più basse sono le Capex (più basse sono le Capex, più alto è il Free Cash Flow). Peter Lynch suggerisce le aziende con un alto Free Cash Flow Per Share; in particolare un Free Cash Flow Per Share pari al 10% del prezzo del titolo è la normalità; un Free Cash Flow Per Share pari al 20% del prezzo del titolo è eccezionale.



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